Le quasi macchine. Parte Seconda.

Perché le esigenze cui risponde il concetto di quasi-macchina sono più commerciali che tecniche? E perché non tutti i produttori di macchinari hanno gradito l’introduzione di questo nuovo concetto?
I motivi sono principalmente due.

Il primo: i produttori di macchinari industriali che, soli o più spesso riuniti in gruppi industriali, producono non solo la singola macchina, ma l’intera linea di produzione, tendono a vendere l’intera linea ed ovviamente l’interfacciamento con macchinari di altre aziende non viene visto di buon occhio.

Il secondo: le aziende produttrici tendenzialmente hanno al loro interno meccanici ed elettricisti con la precisa funzione di installatori. Manuali di installazione che permettano a chiunque di installare i loro macchinari, non sono chiaramente graditi vuoi perché, per agli installatori interni spesso non occorre una documentazione complessa, vuoi perché questo permette ad altri di sostituirsi all’azienda nella parte che genera un profitto.
Quindi le quasi-macchine, pur se il nome è suggestivo, tendenzialmente sono un concetto nato in funzione del mercato e della concorrenza e non a tutti sono gradite. Si introduce inoltre, per il cliente finale, un grosso punto interrogativo, ovvero quello della assistenza. Se ho acquistato una dosatrice da XXX, che viene alimentata da una catena di YYY e i cui flaconi vengono impacchettati da una inscatolatrice di ZZZ, la cui installazione è stata fatta dalla ditta QQQ… a chi mi rivolgo per l’assistenza se il prodotto finito non è conforme alle esigenze? La dosatrice può essere male alimentata, l’installazione puo’ essere male effettuata: come utente finale rischio di dover chiamare l’assistenza tecnica, a pagamento, di ben 4 aziende, solo per poter individuare il problema. E se il problema fosse dovuto all’assemblaggio delle diverse parti della linea, chi sarà il responsabile e quindi chi dovrà rifare, in garanzia, il lavoro? L’azienda che ha prodotto la porzione di macchina e relativo manuale di installazione, o l’installatore?

In sintesi, per il produttore, la documentazione esaustiva di una quasi-macchina è un onere in più che va a sostituire il normale percorso formativo interno degli installatori, che poco comprende la manualistica, ed il frutto di tale lavoro rischia di essere raccolto da altre aziende.

Per il cliente finale, la quasi-macchina introduce una libertà di mercato che, pur permettendo scelte di installazione spesso più economiche, rischia di trasformarsi in un boomerang nel momento in cui ci fossero problemi con la macchina finita.

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